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Stili di nuoto

Cos’è il nuoto?

Il nuoto è considerato “l’azione e l’effetto del nuoto” e il nuoto è l’atto di “muoversi nell’acqua, usando i movimenti necessari, e senza toccare il suolo o altri supporti”.

Tuttavia, questi concetti possono essere in qualche modo imprecisi, motivo per cui alcuni autori (Iguarán, Arellano o Counsilman), alla ricerca di un maggiore rigore concettuale, aggiungono nomi come sport, esercizio fisico, forza, propulsione, resistenza, equilibrio, salute, sopravvivenza, ecc, e possono ridefinire il termine nuoto come:

“La capacità che permette all’essere umano di muoversi nell’acqua, grazie all’azione propulsiva esercitata dai movimenti ritmici, ripetitivi e coordinati degli arti superiori e inferiori e del corpo, e che gli permetterà di rimanere in superficie e di superare la resistenza offerta dall’acqua per muoversi in essa”.

Per finire con la definizione terminologica di nuoto, si dovrebbe tener conto dei diversi obiettivi o scopi perseguiti con questa pratica.

Queste possono variare da un approccio utilitaristico che copre i bisogni fondamentali dell’essere umano, come la conservazione della vita, ad un approccio educativo che permette, oltre all’apprendimento del nuoto, di contribuire alla formazione integrale della persona dal punto di vista motorio, cognitivo ed affettivo.

Un altro obiettivo può essere l’approccio igienico-salutare come miglioramento delle condizioni fisiche e profilattiche.

Per l’autore di questa pagina, questi tre approcci sono i più importanti, anche se non gli unici.

Altri approcci sono quelli competitivi o ricreativi.

Tuttavia, il nuoto non si limita a questi approcci, ma soddisfa anche altre esigenze particolari come in nessun altro sport.

Ad esempio, possono beneficiare di questa pratica gli asmatici, le donne incinte, gli epilettici e le persone con qualsiasi tipo di handicap fisico o addirittura psicologico.

Tutti conoscono i vantaggi della pratica sportiva e i numerosi benefici del nuoto. Il nuoto è uno sport eccezionale perché permette di praticarlo, con approcci diversi, per tutta la vita.

I bambini possono iniziare a nuotare all’età di pochi mesi, con risultati straordinari, non solo per loro, ma anche come esperienza per i loro genitori. D’altra parte, è facile vedere persone fino a 70 o 80 anni nuotare.

La pratica del nuoto si basa principalmente sulla tecnica e in secondo luogo sull’allenamento della velocità e della resistenza.

Questo perché, a differenza di altri sport, il corpo umano non è stato progettato per il nuoto, poiché questa azione comporta movimenti innaturali e disinstinti.

Pertanto, non importa quanta distanza si nuota o quanta intensità si applica, non si otterrà un nuotatore migliore. Secondo il prestigioso allenatore di nuoto Emmett Hines, il nuoto è “il più complesso insieme di movimenti ritmici e ripetitivi che esista rispetto a qualsiasi altro sport, e comporta il lavoro di un numero maggiore di gruppi muscolari, in perfetta coordinazione con ampiezze di movimento maggiori di qualsiasi altra attività”.

Infine, va notato che il nuoto agonistico si concentra principalmente sulla velocità. Ecco perché negli ultimi decenni i nuotatori si sono concentrati sul solo scopo di battere i record che vengono battuti ogni anno.

Stili di nuoto

Nel nuoto ci sono quattro stili: strisciare, dorso, rana e farfalla.
Dal punto di vista della propulsione ed esaminando l’efficacia che gli arti superiori e inferiori hanno in ogni stile, possiamo dire che l’unico stile che fornisce uguale efficacia tra gli arti superiori e inferiori è la rana del seno. Negli altri stili, l’efficacia dell’azione della gamba è meno importante dell’azione del braccio.

Possiamo vedere queste percentuali nella seguente tabella comparativa (tabella 1):

Propulsione / StileStile crawlDorsoFarfallaRana
Propulsione delle braccia80%75%65%50%
Propulsione delle gambe20%25%35%50%
Totale:100%100%100%100%

Stile crawl

Questo stile è il più popolare nelle scuole di apprendimento perché è il primo ad essere insegnato.

Il crawl ha la sua origine nella parola “crawl”, che significa strisciare in inglese. Si chiama anche freestyle perché, nelle prove così chiamate, il nuotatore può nuotare qualsiasi stile (crawl, rana, dorso, dorso, farfalla, doggy, sidestroke, ecc.), tranne che nelle prove a staffetta individuali o combinate, in cui per freestyle si intende qualsiasi stile diverso da dorso, rana o farfalla.

Questo stile ha avuto origine in Australia e i suoi movimenti caratteristici sono attribuiti all’inglese John Arthur Turdgen nel 1870, che imitava la tecnica dei nativi australiani.

In questo stile il nuotatore è in posizione ventrale o prona (a faccia in giù), e consiste in un’azione completa di entrambe le braccia (corsa) alternativamente, prima la destra e poi la sinistra, in un movimento simile alle lame di un mulino, e un numero variabile di scosse alle gambe (calcio), a seconda del nuotatore e della distanza dell’evento da palombare.

Per maggiori informazioni sulla tecnica di questo stile potete vedere la tecnica di crawl o gli esercizi di crawl.

Al momento, questo è lo stile più veloce, seguito dalla farfalla, dalla schiena e infine dalla rana. Tuttavia, gli ultimi progressi della tecnica indicano che i tempi registrati nella farfalla si stanno avvicinando sempre più alla velocità del crawl.

Nei seguenti link potete vedere tutti i record mondiali maschili e femminili nella piscina di 50 metri in tutte le categorie di nuoto.

Per quanto riguarda le regole per il freestyle evidenziamo, tra le tante altre, le seguenti:

  • Ogni parte del corpo del nuotatore deve toccare la parete al termine di ogni lunghezza dell’evento, compreso il traguardo.
  • Qualsiasi parte del nuotatore deve rompere la superficie dell’acqua durante il corso della gara, ad eccezione delle partenze e delle virate, nelle quali il nuotatore può essere immerso ad una distanza non superiore a 15 metri.

Stile dorso

Conosciuto anche come “back crawl”. In questo stile il nuotatore è in posizione dorsale o supina e consiste, come il crawl anteriore, in un’azione completa e alternativa di entrambe le braccia (corsa) e un numero variabile di battiti delle gambe (calcio).
Per maggiori informazioni sulla tecnica di questo stile potete vedere la tecnica della schiena o gli esercizi per la schiena.

Inizialmente, intorno al 1912, questo stile era il nuoto sul dorso del corpo con doppia corsa, cioè con movimenti simultanei del braccio e calcio della bicicletta. Nel tempo lo stile si è evoluto fino ai giorni nostri grazie alle modifiche tecniche apportate da nuotatori come Kierfer nel 1993, Vallerey nel 1948 o Tom Stock nel 1960, e con il contributo di prestigiosi allenatori come James Counsilman.

Per quanto riguarda le regole di questo stile, vorremmo sottolineare i seguenti punti:

  • Nella posizione di partenza, i nuotatori devono aggrapparsi alle maniglie delle piattaforme di partenza; i piedi, comprese le dita dei piedi, devono essere sotto la superficie dell’acqua.
  • Una parte del nuotatore deve rompere la superficie dell’acqua durante il corso della gara. Tuttavia, è consentito, ma non più di 15 metri, avanzare completamente sommerso dopo la partenza e nelle curve.
  • Durante il rotolo il nuotatore può accendere la sua verticale verso il petto (girare in posizione ventrale) e poi eseguire un colpo singolo o doppio per iniziare il rotolo, toccando la parete con qualsiasi parte del suo corpo. Il nuotatore deve tornare in posizione di dorso immediatamente dopo aver lasciato la parete e può percorrere una distanza non superiore a 15 metri sott’acqua con movimenti ondulatori del corpo.
  • Al traguardo, il nuotatore deve toccare la parete in posizione arretrata e può essere completamente sommerso in questo momento.

Rana

E’ il più antico di tutti, perché i suoi movimenti e la sua postura sono più naturali.

Sebbene la sua tecnica si sia evoluta più velocemente degli altri stili, è la più lenta delle quattro. In questo stile il nuotatore è in posizione ventrale e compie movimenti simultanei e simmetrici di braccia e gambe.

Le spalle e i fianchi compiono un movimento verso l’alto e verso il basso che, coordinato con il movimento del braccio, permette l’ispirazione.

Per maggiori informazioni sulla tecnica di questo stile, vedere la tecnica a rana o gli esercizi a rana.

Fino al 1986 si potevano distinguere due tipi di rana: la rana formale e la rana naturale.

La rana formale è caratterizzata da una posizione orizzontale del corpo e da un movimento di flesso-estensione del collo che permette l’ispirazione.

La rana naturale è caratterizzata da una posizione meno orizzontale, con fianchi più bassi e un movimento su e giù delle spalle e dei fianchi.

Nel 1986 il regolamento è stato modificato, eliminando il divieto di affondare la testa durante il nuoto.

Con questa modifica nasce quella che viene chiamata “rana d’onda” che si caratterizza per un movimento ondulatorio del corpo, simile a quello fatto nella farfalla con l’intento di mettere il nuotatore “sopra” l’onda che produce, oltre ad un recupero aereo.

Un’altra caratteristica della rana che la differenzia dal resto degli stili è che, nella propulsione, la corsa (azione del braccio) e il calcio (azione della gamba), condividono un’importanza del 50%, cioè forniscono lo stesso grado di propulsione. (Vedi tabella 1).

Per quanto riguarda le regole di questo stile, evidenzieremo i seguenti punti:

  • Non è consentito accendere la schiena in qualsiasi momento.
  • I movimenti delle braccia e delle gambe saranno simultanei e sullo stesso piano orizzontale.
  • Le mani devono essere spinte insieme, in avanti, davanti al petto, verso il basso o sopra l’acqua.
  • I gomiti devono essere tenuti sott’acqua, tranne che al momento della curva e del traguardo.
  • Nell’azione delle braccia, le mani non devono andare oltre la linea dei fianchi, tranne che nel primo tratto dopo l’inizio e ad ogni giro.
  • Nell’azione della gamba o del calcio, non sono ammessi movimenti di forbici o di delfini.
  • La superficie dell’acqua può essere rotta con i piedi, ma non seguita da un movimento verso il basso sotto forma di un calcio di delfino.
  • Nei lanci e all’arrivo, entrambe le mani devono toccare la parete contemporaneamente, sopra o sotto il livello dell’acqua.
  • Durante ogni ciclo completo di corsa e calcio, una parte della testa deve rompere la superficie dell’acqua, tranne che dopo l’inizio e sui lanci dove si può dare un dorso completo (verso le gambe) mentre è sommersa.

Stile farfalla

E’ lo stile più moderno di tutti, il suo aspetto risale agli anni ’50 ed è nato come variante della rana del seno. È uno dei più difficili da imparare, poiché richiede alti livelli di forza e di coordinazione.

In questo stile il nuotatore è in posizione ventrale.

Sia i movimenti della gamba che quelli del braccio sono molto simili a quelli del crawl style ma contemporaneamente e con leggere variazioni.

Inoltre, richiede una perfetta coordinazione tra gli arti superiori e inferiori; questi ultimi eseguono un movimento simile a quello del delfino a pinna, per cui è anche conosciuto come “stile delfino”.

Un’altra caratteristica di questo stile è un movimento ondulatorio continuo di tutto il corpo, a forma di “S” distesa, che deve essere perfettamente coordinato anche con le gambe e le braccia per una migliore propulsione in acqua e per consentire l’ispirazione.

Per quanto riguarda le regole di questo stile evidenzieremo i seguenti punti:

  • Il movimento delle armi sarà simultaneo e il recupero delle stesse avverrà fuori dall’acqua.
  • Il movimento della gamba o il calcio sarà simultaneo, anche se non deve essere necessariamente allo stesso livello.
  • Nelle capriole e alla fine, entrambe le mani devono toccare la parete contemporaneamente, sia sulla superficie dell’acqua che sotto di essa.
  • Nel turno e finitura può essere dato uno o più calci, ma solo un colpo subacqueo che porta il nuotatore in superficie.
  • È consentito al nuotatore di effettuare una distanza non superiore a 15 metri sott’acqua, nelle uscite e nelle virate.

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