Categories
Architettura

Stili architettonici

La storia delle civiltà è stata a lungo raccontata e insegnata in modo lineare, con un senso evolutivo alla ricerca di un’apprensione facilitata da una didattica più diretta. Questo metodo di pensare e organizzare il modo in cui gli eventi o le manifestazioni culturali sono avvenuti nel tempo in varie parti del mondo è stato spesso messo in discussione, con specificità che spesso vengono trascurate nelle grandi narrazioni storiche prodotte soprattutto in ambito occidentale ed europeo.

Nonostante ciò, è anche un dato di fatto che spesso è pratico capire in modo più semplice come un evento porta ad un altro nella storia, in quanto può aiutarci ad avere un’immagine – anche se superficiale – di ciò che l’umanità ha prodotto e pensato nel corso degli anni. In questo senso, nel caso della storia dell’architettura, è interessante capire quali sono stati i principali movimenti e gli stili consacrati che sono emersi nel tempo, come le loro reazioni, le loro continuità o rotture, in relazione a quanto era stato prodotto prima. In questo modo, presentiamo qui di seguito alcuni degli stili e dei movimenti architettonici più influenti della storia, le loro caratteristiche e singolarità.

Diversi stili architettonici

Vediamo ora gli stili architettonici più diffusi nel mondo occidentale.

Classico

Quella che viene intesa come Architettura Classica si riferisce alla produzione di edifici dell’Antica Grecia sviluppatasi nel periodo tra il VII e il IV secolo a.C.

I suoi principali esempi sono i grandi templi religiosi costruiti in pietra, progettati secondo principi di ordine, simmetria, geometria e creazione di una prospettiva.

Caratteristica della loro espressività sono le colonne, che hanno dato vita a quelli che sono stati definiti gli “ordini” architettonici dorici, ionici e corinzi.

La grande opera di espressione classica è il Partenone, costruito sull’Acropoli di Atene nel V secolo a.C. con le caratteristiche più marcate dello stile – un volume costruito su una base che sostiene una sequenza di colonne con capitelli che a loro volta sostengono un frontone.

Romanico

Generato in Europa tra il VI e l’XI secolo, questo stile architettonico ha un’importante relazione con il contesto storico in cui è inserito.

In un’epoca in cui i paesi europei si combattevano tra loro e si proteggevano dalle invasioni, gli edifici ispirati all’architettura dell’antica Roma repubblicana erano caratterizzati da muri spessi e resistenti con aperture minime ad arco semicircolare.

I loro principali esempi sono le chiese costruite in questo periodo, avendo come rappresentante dello stile la Cattedrale di Santiago de Compostela, in Spagna, un’opera di pianta a croce con navate a volta costruite in pietra.

Questo progetto è stato costruito nel contesto della Riconquista Cristiana, nel bel mezzo delle Crociate, ed è l’esempio più grande dello stile, anche se in seguito ha subito interventi che gli hanno dato elementi di altre tendenze, come il gotico e il barocco.

Gotico

Quella che oggi conosciamo come architettura gotica aveva come nome originale Opus Francigenum, o “opera francese”.

Ha avuto origine nell’alto medioevo francese, tra il 900 e il 1300.

Solo nel periodo dell’Illuminismo il termine “Gotico” è stato coniato per indicare l’architettura verticale e maestosa degli esemplari prodotti in quel periodo.

Come per lo stile romanico, le principali opere gotiche sono legate alle costruzioni ecclesiastiche, cioè sono chiese e cattedrali che riuniscono caratteristiche tipiche dello stile, come l’arco ogivale e le volte a costoloni diagonali.

La maggior parte degli edifici di riferimento gotico sono considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, come nel caso della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi e della Cattedrale di Reims.

Barocco

Nel XVI secolo, con l’Europa sotto il dominio monarchico, l’architettura barocca comincia ad esprimersi con grande forza negli edifici sacri, poiché gran parte della sua produzione si rivolge agli sforzi del movimento controriformista, che negava il nord razionale della simmetria proposto dal Rinascimento e cercava una plasticità più intensa, emozionale e imponente attraverso un disegno sinuoso.

Con ornamenti ed elementi che cercavano di stabilire un senso di drammaticità nelle opere, attraverso il contrasto, soprattutto chiaro e scuro, l’architettura barocca ricorreva a elementi strutturali come vere e proprie piattaforme per gli elementi decorativi.

Un esempio pionieristico di questo stile architettonico è la Chiesa di Gesù a Roma, che vanta la prima facciata veramente barocca.

Neoclassico

Dal XVIII secolo in poi, l’architettura del periodo neoclassico ha cominciato ad assumere il linguaggio di ciò che si produceva nell’antichità classica greca e romana.

La sua espressione è fortemente legata al contesto sociale ed economico in cui è inserita, alla Rivoluzione Industriale in Europa e al momento in cui gli studenti della classe medio-alta hanno inaugurato la tradizione del Grand Tour, ovvero grandi viaggi in giro per il continente dove sono venuti a contatto con la produzione esistente in altri paesi, raccogliendo riferimenti che in questo caso sono stati presi direttamente dalla produzione dell’epoca antica.

Il ritorno alle radici della produzione culturale europea dell’epoca ha portato alla nascita di un’architettura razionale e simmetrica che ha avuto origine come risposta antibarocca.

Questo movimento si estese per un lungo periodo, fino al XIX secolo, e si manifestò in diversi paesi, stabilendo vari momenti e caratteristiche diverse in tutta la sua produzione.

Beaux Arts

Lo stile accademico ha origine nella Scuola di Belle Arti di Parigi, a metà degli anni Trenta del XIX secolo.

Da un lato ha stabilito un linguaggio che si rifà ad altre epoche, come il neoclassicismo francese, il gotico e il rinascimento, ma dall’altro ha utilizzato nelle sue opere materiali moderni, come il vetro e il ferro.

Nonostante sia emerso in Francia, questo stile ha stabilito rapporti con l’architettura americana fungendo da riferimento per architetti come Louis Sullivan, noto come “il padre del grattacielo” negli Stati Uniti e mentore di nomi importanti dell’architettura moderna come Frank Lloyd Wright.

In termini formali, gli edifici di questo movimento presentano un ornamento scultoreo misto a linee moderne.

In Europa, un esempio importante di questo stile è il Grand Palais di Parigi e, negli Stati Uniti, la Stazione Centrale di New York.

Art Nouveau

Lo stile internazionale incentrato sull’architettura e le arti decorative, ha ricevuto diverse nomenclature, come Jugendstil, o “arte della gioventù”, in tedesco.

I suoi principi sono serviti a guidare la produzione di vari settori, come l’architettura, la pittura, il design di mobili, la tipografia, tra gli altri.

Come reazione agli stili eclettici che dominavano in Europa nel XIV secolo, l’Art Nouveau si manifestava in architettura attraverso elementi decorativi: gli edifici, pieni di linee curve e sinuose, comprendevano ornamenti ispirati a forme organiche della natura come piante, fiori e animali, sia in termini di design che di uso del colore.

I primi edifici sono stati costruiti dall’architetto belga Victor Horta, ma gli esempi più emblematici, gli accessi alle stazioni della metropolitana parigina, sono stati progettati dal francese Héctor Guimard.

Art Deco

Poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale, in Francia è emerso lo stile Art Déco che, come l’Art Nouveau, ha influenzato diversi settori del design e dell’architettura. Combinando il design moderno con elementi artigianali e materiali di lusso, il movimento ha rappresentato al suo apice un momento di grande fiducia nel progresso sociale e tecnologico del continente. Auguste Perret, architetto francese pioniere dell’uso del cemento armato in Europa, è stato responsabile della progettazione di uno dei primi esempi di architettura Art Déco, il Teatro degli Champs Elysées, una costruzione del 1913 che combinava le caratteristiche del movimento e segnava un allontanamento dal linguaggio precedentemente proposto dall’Art Nouveau.

Bauhaus

Sviluppata nell’ambito della prima scuola di design al mondo, l’architettura moderna proposta dal Bauhaus faceva parte di un discorso che spaziava dal design del mobile alle arti plastiche, in una posizione d’avanguardia per la Germania della fine del primo decennio del XX secolo.

La produzione industriale e il design del prodotto erano assolutamente presenti nelle proposte architettoniche della scuola, che adottavano una posizione forte che evitava di fare riferimento a eredità o riferimenti del passato.

Uno dei suoi fondatori e nomi principali, Walter Gropius, ha scommesso su metodi di insegnamento rivoluzionari, applicando questi principi nelle sue opere moderne e funzionaliste.

Moderno

In generale, tutti i movimenti culturali della prima metà del XX secolo sono diventati noti come Movimento Moderno.

Questo è un momento di produzione nella storia che ha avuto diversi rappresentanti in diversi Paesi: si potrebbe dire che la scuola del Bahuaus è stata un pioniere del movimento moderno in Germania, Le Corbusier in Francia, Frank Lloyd Wright in Nord America, e ha ispirato anche il Movimento Costruttivista in Russia.

Dal punto di vista della formulazione, l’architettura moderna ha riunito tutti questi aspetti al CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna), quando le linee guida del moderno sono state riflesse nel loro insieme e come dovrebbero essere tradotte in termini materiali.

Inoltre, il ruolo che Le Corbusier ha assunto nella comprensione dell’architettura moderna è molto noto, soprattutto per la sua capacità di sintesi che si riflette sia nei progetti che nei discorsi sui precetti da lui adottati nella sua produzione. Ne è un esempio la sua formulazione, nel 1926, dei “Cinque punti della nuova architettura”, noti anche come i cinque punti dell’architettura moderna: pianta aperta, facciata aperta, pilotis, terrazza giardino e finestre orizzontali.

Post-moderno

Dal 1929, con l’inizio della Grande Depressione, si inaugura una corrente di critica all’architettura moderna che si afferma fino alla fine degli anni Settanta. L’architettura postmoderna ha rappresentanti in America e in Europa, propone alcuni principi centrali del modernismo da una nuova prospettiva storica e compositiva, sia nel discorso, come manifesto che come progetto costruito. Diverse strategie di dibattito e di interrogazione sono state adattate, con un’ironia che ha avuto un intenso interesse nell’indagine della cultura popolare. Nel contesto nordamericano, il libro “Learning from Las Vegas” è una delle opere più rappresentative della riflessione postmoderna.

Decostruttivismo

È nell’architettura decostruttivista che il postmodernismo è maggiormente compreso.

È una corrente inaugurata negli anni Ottanta che mette in discussione i precetti dei processi di formulazione del progetto e del design, basati sull’incorporazione di dinamiche non lineari nel ragionamento della disciplina.

Con una continuità che dura fino alla produzione contemporanea, questa tendenza è legata a due principali linee di ispirazione: la decostruzione, una corrente di analisi letteraria e filosofica degli anni Sessanta che ripete e smantella i modi di pensiero tradizionali; e il costruttivismo, movimento artistico e architettonico russo dei primi del Novecento.

Un quadro di riferimento per il decostruttivismo è la mostra organizzata nel 1988 al MoMA, quando l’allora curatore Phillip Johnson riunì la produzione di Peter Eisenman, Frank Gehry, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind, Bernard Tschumi e Wolf Prix, come dichiarazione di ciò che era rilevante nell’architettura contemporanea.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *